giovedì 19 novembre 2015

POI CI SAREBBE UN'ALTRA COSA...



... che davvero non capisco.


Ripeto che io non sono un'esperta e nemmeno un'osservatrice particolarmente acuta o attenta.


Però.


A parte la "fortuna" di ritrovare sempre i passaporti vicino ai cadaveri esplosi degli attentatori (ma davvero la gente che si mette una cintura di tritolo si preoccupa di avere addosso i documenti? e se non li hanno addosso ma li trovano lì in giro o in qualche covo, come fanno gli inquirenti a sapere che sono relativi proprio a quell'attentatore lì, se aveva una bomba addosso?), una delle prime notizie diffuse dalla polizia francese è che il primo attentatore identificato era già noto alla Securité per sospette attività legate all'estremismo islamico.


Ora vedo che quasi tutti gli attentatori erano gente che la polizia la bazzicava, chi per vicinanza con i gruppi terroristici, chi per reati di criminalità comune, chi per droga.


Mi chiedo: passi per i delinquenti comuni - succede anche in Italia - ma come è mai possibile che a gente che è già schedata per terrorismo sia consentito di girare liberamente in città imbracciando un fucile e portando una bomba sul proprio corpo? Perché mi dico: se vado io a comprare una pistola, beh non si insospettisce nessuno, sono incensurata, pura come una colomba a parte qualche multa pagata in ritardo... ma le persone che sono già in odore di jihad non vengono tenute in qualche modo sotto controllo?


Queste sono le stesse domande che erano state fatte all'indomani dell 11/9 e alle quali ancora mi pare una risposta univoca non sia stata data. Tra minimizzatori e complottisti non si sa dove stia la verità e probabilmente non si saprà mai.


Poi c'è la questione dei raid.
La Francia ha bombardato nuovamente la Siria colpendo Raqqa, dichiarando di aver colpito esclusivamente obiettivi militari, con estrema precisione, senza fare vittime civili, e che il posto era già stato in precedenza identificato attraverso le immagini delle ricognizioni aeree.
E quindi... domanda: ma allora come mai avete raso al suolo la Siria invece di dirigervi direttamente li, subito, evitando quei 7-800 mila profughi?


Ed in ultimo c'è il fatto di ieri, dell'attacco mirato ai covi del terroristi.
Stiamo pensando davvero che tra la sera del 13 novembre e ieri mattina sia stato scoperto improvvisamente dove stesse questo covo? oppure si sapeva già prima?
E se si sapeva già, come mai abbiamo aspettato che i terroristi portassero a termine il loro lavoro prima di andare a prenderli? Abbiamo chiuso la stalla quando ormai era vuota, ma vuota di brutto.
Tra i terroristi scovati una donna si è fatta esplodere.
Cito testualmente da  R.it:


Era oggetto di intercettazioni amministrative dell'intelligence, di intercettazioni giudiziarie di polizia per una vicenda di stupefacenti e di intercettazioni giudiziarie dell'antiterrorismo. La donna, secondo gli investigatori francesi, aveva offerto all'Is "i suoi servizi per compiere degli attentati in francia. Era ossessionata dalla jihad




Quindi era conosciuta, lei e suo cugino il quale si sospetta sia la mente organizzatrice dell'attacco del 13/11. Era stata intercettata, si sapeva che era "disponibile per compiere attentati" ma era lì, bella tranquilla e libera di agire.


Ma come mai?
Ecco io questo non mi spiego.


A me pare che lo schema sia sempre quello:


Attentato
Cordoglio e grandi frasi
Immediata ritorsione coronata da successo (e tamtam mediatico)
Applausi ai salvatori della patria (che non hanno salvato nessuno in realtà ma transeat)


E non mi spiego il motivo per cui, se si sa come evidentemente è, dove andarli a prendere, non li si vada a prendere prima che ammazzino la gente.


Ma ad ogni modo, al di la di ogni analisi da quelle più autorevoli a quelle home-made come la mia, quello che resta è comunque solo sgomento.













mercoledì 18 novembre 2015

PARIS EST TOUJOURS PARIS

Ho pensato cento e cento volte a che taglio dare a questo post, perché le idee e le domande che mi si affollano in testa a riguardo dei noti fatti di Parigi sono tante e tanto diverse da non poter dare loro ne un senso logico ne una direzione univoca


Senza contare che passati 5 giorni ormai è stato scritto e detto tutto e il contrario di tutto.


E comunque questo è un blog che vorrebbe occuparsi di "giustizia sociale" non di guerra. Perché siamo in guerra, su questo siamo tutti d'accordo, si?


Ecco, rispettando lo scopo del blog, una cosa mi ha colpito davvero nelle ore immediatamente seguenti agli atti di terrorismo compiuti in Francia.


Lo voglio dire brutalmente: delle vittime non frega un cazzo a nessuno. Cordoglio mormorato a mezza bocca, tutti con le nostre brave bandierine francesi sui social, candele reali o virtuali accese il primo giorno, ma poi..... poi niente, tutta l'energia di noi spettatori della tragedia se n'è andata in odio.
Odio puro, feroce, indiscriminato.


Improvvisati estimatori di Oriana Fallaci (la quale può essere perdonata delle enormi minchiate che ha sparato alla fine solo in virtù del fatto che purtroppo un cancro le stava mangiando il cervello) impazzano e imperversano. Anche i moderati, anche coloro che non avrebbero pronunciato una parola razzista nemmeno sotto tortura ora inneggiano alle profezie di Oriana, al radere al suolo la Siria, ai rastrellamenti e al rimpatrio.


Ma figli benedetti, ma lasciate che vi chieda una cosa veloce veloce: ma vi siete rincoglioniti tutti quanti???????


Vogliamo esaminare le cose un secondo?
Radere al suolo la Siria, perché lì si trova l' Isis.
Bene, capisco che a caldo, diciamo con ancora le immagini dei cadaveri davanti agli occhi, un pensiero del genere possa anche attraversare la mente di qualcuno. Ammazziamoli tutti e via. Ma ragioniamo un secondo.


In Siria pare si trovi il quartiere generale dell'organizzazione denominata ISIS o Stato Islamico o comediavolovogliamochiamarli.
Diciamo che X mesi fa la cosa è stata resa nota e qualcuno - senza fare nomi - ha deciso di buttare qualche bomba, così giusto per vedere se si riusciva a cavare qualche ragno dal buco. Le bombe hanno devastato città intere e creato migliaia di profughi, che si sono riversati in Europa, ed i bombardamenti sono proseguiti a lungo. Ora io mi domando: ma se IO fossi il capo dell'Isis, se facessi parte dell'intellighenzia dell'organizzazione, se avessi mansioni di comando di qualunque genere in seno a quei fanatici.... ma me ne starei lì a farmi piovere bombe addosso?Buona e tranquilla seduta sul mio AK47 mentre mi crolla il tetto sulla testa?


Ma io direi proprio anche no.
Secondo me, che non sono nessuno, è altamente improbabile che la testa dell'organizzazione sia in Siria, ad oggi. In Siria ormai ci sono solo civili allo stremo e si, probabilmente alcuni terroristi, ma i pesciolini piccini piccini, quelli sacrificabili. Quelli che possono essere uccisi per far proclamare all'occidente che "è stato assestato un colpo mortale" mentre i grandi capi, i veri organizzatori e mandanti, se ne stanno col culo nella panna in posti sconosciuti e remoti come, che so, la Germania, la Francia, gli Stati Uniti. Nelle sale del potere (avete visto la foto dell'ex candidato Presidente USA Cain insieme a tre jihdaisti conclamati?) a fare i loro porci comodi. Nella migliore delle ipotesi quelle bombe, anche quelle che così prontamente la Francia ha sganciato con una operazione definita "chirurgica" solo un paio di giorni dopo gli attentati (ma ne riparliamo di questo), possono beccare qualche futuro esecutore materiale, qualche campo di addestramento pieno di ragazzini che nella vita non hanno avuto nessuna scelta, ma di sicuro non tagliano la testa del serpente.


E' un po' come bombardare la Sicilia per eliminare la mafia.
Certo magari se riesci a coglierli di sorpresa, magari con un po' di fortuna qualcuno al primo giro lo becchi. Ma poi? I nostri bravi boss mafiosi starebbero lì a farsi bombardare? Certamente no, scapperebbero, vista la malaparata, andrebbero magari in Lombardia, in Emilia, in Piemonte. E noi continueremmo a bombardare la Sicilia ammazzando gente ad minchiam, mentre quelli se la ridono e riprendono le fila dei loro affari come se nulla fosse.


Tanto, la manovalanza - mafiosa come jihdaista - è sempre disponibile a fiumi.


Quindi, in conclusione, bombardiamo la Siria, creiamo i profughi civili che vengono qui (profughi in fuga da quegli stessi jihdaisti che noi cerchiamo di ammazzare, sia chiaro) per farsi odiare perché sono mussulmani, e per scatenare le ire dei benpensanti i quali li vorrebbero tutti marchiati come bestie (o come gli ebrei ai loro tempi) e schedati.


I colpevoli veri non li becchiamo, ma intanto abbiamo assolto ad un importante compito: abbiamo creato l'odio e la paura. E a costo di prendere della complottista dirò: l'odio e la paura rendono le persone molto facilmente controllabili. Non ci sarà qualcuno a cui fa comodo questa situazione?


E l'odio e la paura si basano essenzialmente sull'ignoranza (ricordo che sono decenni che la scuola viene costantemente privata dei fondi necessari da governi di ogni colore, non è per mettere insieme le cose a cazzo, però io ci penserei...). L'ignoranza che ci fa leggere la frase di una donna malata e incazzata e considerarla una profezia che si è avverata. L'ignoranza che ci fa aver paura dei mussulmani in quanto tali, e che ci fa credere che una persona possa essere un terrorista soltanto perché prega Allah.


Ragazzi ma seriamente!!!
Seriamente stiamo dicendo che tutti i terroristi sono mussulmani (benché nemmeno la Fallaci potesse considerare vero il contrario)??? E il terrorismo nostrano? Gli omicidi di mafia non sono terrorismo? Falcone e Borsellino, non sono terrorismo? Dobbiamo quindi temere tutti i siciliani?
Le brigate rosse cos'erano? Debellate, è vero, ma nostranissime!
L'IRA? quanto è che in Irlanda hanno smesso di ammazzarsi tra cristiani? Se incontro una persona di Dublino devo aver paura che sia protestante perché potrebbe spararmi?


Certo questi terroristi sono mussulmani, e allora? Sono pazzi fanatici, è questo il punto, non la loro religione. Non è vero affatto che la loro è una guerra contro l'occidente. Uccidono a pacchi anche tra la loro gente, o meglio, tra altri mussulmani (Libano, Kenya, la Siria stessa) che la pensano diversamente da loro.  Sono cani rabbiosi e sciolti, sono belve assetate di sangue, sono inumani e senz'anima, è su questo che dovremmo concentrarci, non sul fatto che sono mussulmani.
Alle stragi in medio oriente però com'è come non è non viene mai dato troppo rilievo.
Io stessa, che non sono certo una osservatrice acutissima ma cerco di tenermi informata, sono venuta a sapere dell'ultimo attacco in Libano da una via che definire traversa è poco: il profilo facebook di Angelina Jolie. Pensate un po'. I giornali e i telegiornali ne hanno parlato? E se si, hanno dato lo stesso rilievo che alla Francia? Mi sa di no...
E come mai?
Ecco che la complottista riaffiora: perché "mussulmani contro il nostro stile di vita" fa molta più paura, e quindi molto più comodo che "mussulmani si ammazzano tra di loro". 
E l'opinione pubblica così ben condita, se ne sbatte dei Libanesi e dei Kenioti, anzi gioisce: 4000 morti? Bene, 4000 di meno. E l'odio si fomenta e insieme ad esso la paura.


Beh, non dico niente di nuovo, ma questa è una spirale maledetta, un circolo vizioso che prima o poi ci toccherà tutti estremamente da vicino. Estremamente. Non c'è modo di fermare la violenza con le bombe, proprio non esiste maniera.


Per oggi mi fermo qui
Ma c'è un altro argomento correlato di cui vorrei parlare prossimamente.







venerdì 6 novembre 2015

IL MASCHILISMO RELIGIOSO - seguito del post precedente

Allora... ho pensato che molto spesso il maschilismo della società attuale (e passata) è stato fatto passare come inevitabile su basi religiose. Una specie di dettame divino.


Pensiamo solo a "le donne tacciano nell'assemblea e siano sottomesse agli uomini in tutto" di Paolo, e al conseguente "il marito è il capo della casa" del vecchio codice civile.


E mi sono chiesta: ma quale Dio ha detto questo??


Sempre ragionando in termini storico/evolutivi.... ho pensato: è colpa della calata dei barbari.


Vado ad illustrare.


Immaginiamo la vita in Europa  e nel bacino del Mediterraneo diciamo attorno ai 15.000 anni fa.
La parte sud del continente, lo possiamo immaginare di clima temperato, verde, fertile. Prati pieni di erbe, alberi da frutto, arbusti di ogni genere da cui cogliere bacche ecc... un mare caldo pieno di pesci commestibili e fiumi altrettanto ricchi... animali in abbondanza da cacciare.


In questa situazione di prosperità, immagino fosse piuttosto facile mantenere la pace. I vari insediamenti umani si potevano facilmente suddividere quanto la Natura offriva loro senza contrasti, e presumo che avanzasse anche del tempo per badare a cose che non fossero la mera sopravvivenza, come ad esempio dare principio alle prime forme d'arte, creare monili, pitture rupestri ecc.... e anche, magari, cominciare con le prime forme di commercio.


Iside amorevole
Se le cose stavano così, è anche abbastanza intuitivo pensare che le divinità venerate fossero dei e dee della fertilità che rispecchiavano la Natura che si parava davanti agli uomini, Dei e dee pacifici e floridi che distribuivano i loro doni a piene mani. Dei ma soprattutto Dee direi, perché come dicevamo nello scorso
post, la fertilità e la fecondità erano rimaste per un certo periodo appannaggio delle donne. Pensiamo alla Grande Madre, a Iside, a Giunone/Era, ad Afrodite, Diana Cacciatrice. In questa mitologia c'era in ogni pantheon un solo dio guerriero (Marte, Ares) e gli altri Dei si dedicavano ad attività diciamo così più connesse alla fertilità che alla guerra... le scappatelle di Zeus, Bacco il goliardico, Apollo dio della poesia e delle arti. La popolazione sudeuropea prosperava e si evolveva diciamo così senza bisogno - o senza troppo bisogno - dell'uso della forza.


Al nord invece, beh... altra storia.
Climi rigidi, ghiacci ovunque, nessuna o scarse possibilità per l'agricoltura.
Un mondo freddo ed inospitale popolato di predatori affamati (molto più affamati che al sud dove c'era presumiamo abbondanza di cibo anche per loro) che si contendevano il cibo tra loro e lo contendevano agli uomini.
Le risorse erano poche, e quelle poche dovevano essere accaparrate ad ogni costo, pena la non sopravvivenza della stirpe


I clan erano presumibilmente sempre in lotta tra loro, lungi dal commerciare risorse che non avevano, si saranno dati battaglia ad ogni occasione per riempire i magazzini e superare il lungo inverno nordico. Qui, diversamente che al sud, probabilmente la caratteristica più apprezzata era la forza: la forza per conquistare un nemico e il suo cibo, la forza per uccidere la foca leopardo o l'orso che cercava di rubare il pesce. Sarà quindi stato naturale che l'organizzazione sociale avesse una connotazione maschile, in quanto un maschio è più fisicamente possente e quindi adatto alla guerra. Il capoclan sarà stato il guerriero più selvaggio, i figli saranno stati indirizzati all'arte del combattimento molto presto. Le donne in una tale situazione erano probabilmente considerate praticamente inutili: improduttive bocche da sfamare che una volta che avevano partorito i figli dei guerrieri, non avevano altra utilità sociale.


Odino
Parimenti gli Dei adorati saranno stati maschi e guerrieri... pensiamo a Odino, pensiamo a Thor.
Certo c'erano divinità femminili, ma restavano secondarie, periferiche.


Ora quando queste popolazioni guerriere hanno cominciato la loro discesa verso il sud alla ricerca di habitat più vivibili, quanto ci avranno messo a conquistare i clan del sud, tutti collanine e dipinti rosso ocra? Immagino quindi che essi abbiano dilagato.. che si siano fatti largo con le armi ed un lago di sangue o si siano più o meno rapidamente integrati con le popolazioni terrone preesistenti, essi hanno vinto, perché erano più forti.


E come tutti i vincitori, avranno imposto il loro stile di vita, la loro organizzazione sociale e il loro pantheon. Si assiste infatti ad una progressiva perdita di importanza della donna sia sul piano sociale che spirituale, a favore di un sempre più marcato influsso maschile. Le Dee cominciano a perdere la loro predominanza, e la figura della Grande Madre quasi scompare del tutto. In epoca Romana, le donne avevano ancora uno status sociale quasi pari a quello maschile (potevano ereditare, avere proprietà, esercitare il commercio o una attività economica) ma via via questi "privilegi" vanno scomparendo.


In questa situazione arriva bel bello un tale Saul di Tarso, che in seguito ad una probabile crisi epilettica dovuta al caldo e alla fatica ha cominciato a raccontare in giro di avere delle visioni del divino. E tutti ci hanno creduto. Ma proprio tutti.


Ora non ho le competenze per capire ne tantomeno spiegare il modo e le maniere in cui la visione di Saul è diventata dogma per qualche miliardo di persone. Ma quel che è sicuro è che dalla caduta degli imperi romani in avanti, l'Europa ha conosciuto un periodo buio ed oscurantista come non ce ne sono eguali.


La situazione si è totalmente ribaltata: se prima si adorava la fertilità, poi la verginità diventa un valore assoluto. Se prima le donne di sapere erano ascoltate come guide o sacerdotesse, poi le si bruciano come streghe. Se prima le donne potevano avere una vita indipendente e delle proprietà, poi diventano esse stesse mera proprietà degli uomini che le governano, il padre prima il marito dopo.


C'è stata una progressiva ma incessante opera di distruzione della donna e delle sue prerogative che è durata millenni. E sbaglieremmo secondo me a pensare che sia tutta colpa del Cristianesimo. E' cominciato prima, il Cristianesimo ad un certo punto ne ha solo approfittato.


L'uomo ha cominciato ad odiare la donna, a temerla, e quindi a bruciarla.
Il vero motivo, non l'ho ancora scoperto, ma quello che so di certo è che è ancora così.


Ma di fatto... gli odierni maschilisti sono i diretti eredi di cacciatori invidiosi e guerrafondai vestiti di pelli... un bel retaggio.









mercoledì 4 novembre 2015

DIRO' DELLE COSE IMPOPOLARI - sempre che riesca a farmi capire.

Allora.. mi rendo conto che sto per dire delle cose che potranno apparire ad elevato tasso di beceritudine e che alcuni considereranno parecchio impopolari.


Però... però.


Io non penso che uomo e donna siano uguali.
Ecco, bon, l'ho detto.


E lo ribadisco, non lo penso affatto.
E non penso nemmeno che dire, che so, che una donna è più portata ai compiti di cura ed accudimento rispetto ad un uomo sia indice di maschilismo.


Toh mo'
(scusate vado a mettere il giubbotto antiproiettile).


Vado a spiegarmi.


Uomo e donna NON sono uguali
sono diversi, anche profondamente diversi in certi casi.
Ammettere le differenze non significa essere retrogradi, maschilisti, beceri.
Significa avere gli occhi.


Lo so, scomodare la biologia par brutto e a tanti sembra una scusa per perpetuare convincimenti vecchi e superati. Però seguitemi un secondo...


Le donne sono biologicamente progettate per mettere al mondo i figli.
E lì c'è poco da disquisire, è così. Noi abbiamo un utero per custodirli quando sono dentro il nostro corpo e due tette per nutrirli quando ne escono.
Noi siamo fisicamente, biologicamente, geneticamente programmate per tale compito. 


E se è vero questo, da profana ignorante, trovo che abbia evolutivamente senso che le donne siano col tempo diventate anche più disponibili, empatiche, disposte alla cura e all'accudimento. Proprio per una mera funzione di sopravvivenza della specie.


Perché, a parer mio, da un punto di vista evolutivo, le donne fatte in quel modo, con quel tipo di carattere, avranno ragionevolmente avuto un maggior successo riproduttivo (+ cure = + figli vivi) e pertanto avranno sparso il proprio patrimonio genetico più di altre, ovvero messo al mondo e fatto sopravvivere più figlie che anch'esse avevano quel tipo di carattere - o una predisposizione verso quel tipo di carattere. Per un fatto semplicissimo: un neonato non può staccarsi dalla mamma che lo nutre. Ed è quindi lei che logicamente deve prendersene cura. Oggi è diverso, oggi esistono i biberon... ma evolutivamente parlando, il bibe esiste da circa 15 secondi rispetto a tutto il tempo in cui l'Uomo si è evoluto.


Dopodiché, noi esseri umani a differenza delle altre specie animali, abbiamo sviluppato una cosetta chiamata cultura. La sovrastruttura culturale ci insegna (o ci prova...) che una cosa che è valida per molti non deve essere necessariamente valida per tutti. La sovrastruttura culturale ci dice che se qualcosa è "statisticamente rilevante" non significa che debba applicarsi a viva forza nel 100% dei casi. E che le devianze dalla media statistica non sono necessariamente un male, sono solo modi diversi di vivere e pensare, e come tali vanno rispettati.


Nella pratica: 15.000 anni fa una femmina umana che non volesse avere figli, sarebbe probabilmente stata ostracizzata, messa a margini della tribù, stigmatizzata e magari anche peggio. Oggi, una donna che non voglia avere figli, si fa la sua vita senza mai diventare mamma, si realizza magari nel lavoro o nello sport, e tanti saluti - alla peggio dovrà sopportare qualche antipatica battuta sull'orologio biologico.


Questo però non toglie che le donne siano fatte apposta per partorire ed allattare.
Ci disegnano così. proprio geneticamente.


Sostenere questo tipo di concetto non significa essere maschilisti.
Vedere le differenze non significa essere maschilisti.
Vedere le differenze ed etichettarle, questo significa essere maschilisti.


Dire che una donna è portata all'accudimento e pertanto è un essere umano inferiore al  maschio che va a caccia (o lavora fuori casa e "porta i soldi"), questo è maschilismo.
Considerare una caratteristica inferiore all'altra, questo è maschilismo.
Relegare una donna ad un ruolo che non desidera, obbligarla su basi biologiche perché "sei fatta così e ti devi adeguare", questo è maschilismo.
(ed è peraltro altrettanto grave quando accade il contrario, magari per altri motivi, che so: impedire a un ragazzino di studiare danza classica perché altrimenti sembra frocio).


Ecco, non so se riesco a spiegarmi, ma considerare due cose diverse tra loro non è sbagliato.
E' sbagliato dare alle due cose diversa dignità.


Quello che secondo me ha cambiato tutto, ma veramente tutto, è stata l'economia.... e la scienza.


Oggi, ma non solo oggi, il "valore" delle cose viene scambiato col "prezzo" delle cose.
E siccome accudire i propri figli non paga alcun prezzo, allora è un non-lavoro, è una non-esistenza, una non-utilità. Mentre lavorare in banca e percepire uno stipendio, quello sì che vale.
Inoltre oggi sappiamo il ruolo del maschio in tutto quanto il processo della procreazione, mentre taaaanto tanto anticamente i figli erano solo delle donne, la correlazione con l'atto sessuale non è stata immediatamente evidente (anche perché le tribù primigenie erano presumibilmente promiscue)


Posso solo immaginare che ad un certo bel punto, i nostri cavernicoli antenati si siano guardati in faccia e si siano detti "Ehi! noi qui andiamo a caccia, sfamiamo tutta la tribù e rischiamo la pelle... per sfamare queste donne che se ne stanno al sicuro al calduccio accanto al focolare a dipingere muri e infilare collanine tutto il santo giorno! E a giocare coi nostri figli! Certo, nostri! Perché, non avete sentito cosa si dice in giro? Mica vero che è la Dea che da i figli alle donne. Siamo noi, noi maschi, col nostro pisello! I figli sono nostri, siamo noi che li mettiamo dentro le donne, loro non fanno niente! Siamo noi che li sfamiamo con le prede e li copriamo con le pellicce a rischio della nostra vita, noi che procuriamo il fuoco! Noi siamo superiori"


E così, il semplice fatto biologico che aveva portato fino ad un certo punto della vita umana ad una cooperazione dignitosa e paritaria tra esseri con inclinazioni e compiti differenti (la chiamano sinergia), è stato superato dalla sovrastruttura culturale, ma una sovrastruttura distorta da inesistenti rapporti di forza... che però ha avuto un gran successo.


E che ci portiamo dietro ancora oggi.










martedì 27 ottobre 2015

CIO' NON DEVE AVVENIRE. OVVERO: IO TI HO FATTO E IO TI DISFO.



Sabato mattina stavo provando le tabelline al Nin.
Tutto bene finchè arriviamo a 6x6.


- Allora, Nin... 6x6?
- Sei per sei trentasei, io sono fico e tu sei gay.
- No, scusa????
- Sei per sei trentasei, io sono fico e tu sei gay.
- Ma Nin! Ma ti sembrano cose da dire??? Poi lo sai cosa significa essere gay?
- Si si, è quando un uomo si innamora di un altro uomo
- Esatto, e quindi?
- E quindi... cosa?
- No dico, perché bisognerebbe usare questa parola come una presa in giro? Non ci si può innamorare di chi si vuole??
- Si beh ma...
- Dove l'hai sentito?
- In oratorio quest'estate.
Nel frattempo transita il Ric e mi conferma che questa bella filastrocca era in voga già ai suoi tempi.


Ora.
Noi siamo una famiglia aperta, siamo attivamente tolleranti: ovvero non è che "tolleriamo" perché non ci impicciamo degli affari altrui e ci giriamo dall'altra parte facendoci i cazzacci nostri. La tolleranza, l'eguaglianza, la parità della dignità e dei diritti, la giustizia, la non-fobia, la non-discriminazione cerchiamo non solo di praticarla ma di insegnarla ogniqualvolta ci è possibile, dentro le pareti domestiche e alle volte, travalicando magari un po' i limiti e i ruoli, anche fuori dalle pareti domestiche.


Tuttavia mi arriva in casa un pistolino di figliolo che ride scompostamente a una stupido gioco di parole sui gay. Così mi interrogo. Ho forse sbagliato qualcosa? A costo di sembrare autoreferenziale dirò: no. L'intolleranza in casa mia non è mai passata, quindi no. il Ric ai suoi bei tempi rideva alle stesse battute, ed è venuto su un bel ragazzone di sani principi, come dimostra il fatto che ci sono  omosessuali dichiarati di ambo i sessi tra le sue amicizie. Quindi continuando per la medesima via probabilmente anche il piccolo finita la stupidera dell'età inforcherà i giusti binari.


Mi domando però quanto radicata debba essere l'omofobia (anche se parlando di bambini la parola è un po' forte) - così come altre forme di discriminazione ad esempio verso le persone sovrappeso - se a un bambino di 6-7-8 anni viene normale e naturale ridere quando sente la parola "gay", o la considera se non un insulto quantomeno una presa in giro. Se è normale dire "ciccione" al compagno un po' più pingue.


Cioè "gay" non è una parola che faccia ridere in sé.
Voglio dire non è, che so, sparpagliamucche (per chi non lo sapesse è il contrario di accumulatori) che solo a sentirla ho rischiato di strozzarmi dalle gran risate.


Gay non è niente, tre letterine messe li così.
E' quindi il concetto sottostante che provoca ilarità (nel migliore dei casi...), ma cosa ne possono sapere dei bambini del primo ciclo delle elementari che, ovviamente, di sesso, società e politica non sanno assolutamente niente? Perché la cosa fa ridere di default?

Non è mica genetico, no?
Quindi deve essere culturale, acquisito.
E questa cosa mi spaventa, perché se mio figlio sente qualche minchiata omofoba e si fa due risate, pace: poi viene a casa e si raddrizza (e se non si raddrizza lo raddrizzo io a randellate!). Ma ci sono ragazzi che non vengono raddrizzati affatto, anzi: vengono indirizzati verso una stortura sempre più evidente.


Tra i ragazzi dell'età del Ric che bazzicano il quartiere, non ci sono solo omosessuali dichiarati, ma anche elementi dichiaratamente omofobi e razzisti. E, che sia un caso o no, sono quelli che frequentano di più l'ambiente oratoriale.


E se da un lato sono lieta di sapere che esistono persone che già in età adolescenziale o precedente si rendono conto di "chi" sono e non  hanno paura a dirlo a voce alta e viverlo, dall'altra parte mi chiedo in quale modo sarà possibile - e quando! - che tutte le "fobie" e tutti gli "ismi" vengano definitivamente debellati, se ci sono nono solo vecchi tradizionalisti ma anche giovani menti che li nutrono e li conservano.


Io sono la Puffola Pigmea, ma in questo caso il mio solito ottimismo vacilla un po'.













lunedì 28 settembre 2015

DIFENDIAMO I NOSTRI FIGLI DAL MOSTRO DISNEY (#ironiaportamivia)

Genitori di tutto il mondo unitevi!
Ormai non possiamo più tacere davanti al  terribile complotto che ha ormai conivolto purtroppo anche uno degli ultimi baluardi delle belle serate in famiglia (tradizionale): i Walt Disney Studios.

Disney ormai è completamente votato al male, totalmente genderizzato.

Lo era già ai tempi di Mulan, ma allora il gender ancora nn aveva preso piede quindi questa ragazza che si traveste da soldato e fa finta di essere un uomo per andare alla guerra è passata ingiustamente inosservata. Vero è che è stata scoperta e giustamente sbugiardata - ma alla fine non dimentichiamo che è lei che salva l'Imperatore, non il Capitano Shang. Anche se poi la ragazza si ravvede accettando fuori onda la corte del bel maschio virile e ristabilendo l'ordine naturale delle cose.

Veniamo ai tempi recenti.
La cosa è cominciata in sordina già qualche anno fa con il cartone Frozen.
Si, amici miei, miei tradizionalissimi papà e mamme, volete dirmi che non ve ne siete accorti?

La storia sembra innocua: la povera Elsa è vittima di una maledizione, viene rinchiusa in una stanza del palazzo e anni dopo la sorella Anna si prodigherà per liberarla, sulla scia della solita profezia sull'atto di vero amore.  Ma non fatevi ingannare!!

Si va bene, sia Anna che Elsa ad un certo punto hanno un principe innamorato (quello di Anna è un contadino e quello di Elsa un bastardo, ma transeat), ma non sono loro che salvano la principessa dal suo triste destino!

Sovvertimento 

Complotto
Tradimento!

I principi guardano e le principesse agiscono
Ma anche peggio!! Peggio, amici miei!

Le principesse si compiono da se l'atto di vero amore! Anzichè attendere buona buona e possibilmente dormiente che il prode principe maschio e virile la salvi (cosa che peraltro non sarebbe mai avvenuta), Elsa viene salvata da Anna, da sua sorella. Una RAGAZZA non so se avete capito bene. Femmina.

E' Anna che, al posto del principe, compie l'atto di vero amore che salva Elsa.

Questa potrà anche passare per una edificante storiella sull'amore e la dedizione tra sorelle, ma noi che vigiliamo, noi che sentinelliamo costantemente sulla giusta educazione da impartire ai nostri figli... noi sappiamo che qui il gender ci ha messo il suo zampino.

Ma non è tutto!
Non è tutto signori miei!
Recentemente Inside Out è stato osannato come uno dei migliori capolavori mai prodotti dal colosso del cartoon dai tempi di Bambi (che comunque cresce con un maschio single, parliamone)

Ma analizziamo il personaggio di Riley (il nome è sia maschile che femminile, cominciamo bene)

Innanzitutto le emozioni in Riley sono ancora differenziate mentre le emozioni negli adulti sono tutte del sesso
Ecco le emozioni della mamma. Vedete Rabbia?
della persona che le prova. Rabbia - chiaramente di sesso maschile in Riley -  ha i capelli lunghi e il rossetto nelle donne, mentre Gioia - chiaramente femmina - ha i baffi negli uomini.

Quindi è chiaro che i bambini sono ancora puri ed incontaminati e sanno distinguere, mentre in seguito essi vengono traviati, perdendo la capacità di separare ciò che è maschio e ciò che è femmina, così, un po' come se fossimo tutti uguali.


E in Riley questo mostruoso processo è già cominciato!
Essa infatti, dolce ragazzina, gioca a Hockey, sport noto per la violenza e per la indiscussa mascolinità del gioco. Una femmina, capite, che fa cose da maschio! E non solo!

Pur avendo evidentemente già quasi l'età per essere doverosamente scop.. ehm, per anelare ai primi palpiti d'amore, essa non ha un fidanzatino! Anzi, pare avere una sola amica, di sesso femminile, della quale Riley si dimostra molto gelosa (quando lei fa amicizia con un'altra ragazza).

Una penosa parodia di una acerba ma non per questo meno aberrante relazione lesbica che si esplica, e lo dico a voi genitori attenti e preoccupati, proprio sotto gli occhi dei nostri pargoli puri ed innocenti, traviandoli, mostrando loro che LGBT è bello e giusto e che quindi possono scegliere chi amare impunemente, come se fosse un loro diritto inalienabile.

Diciamo basta a tutto questo!
Non pieghiamoci al bieco complotto omosessualista che abbiamo sotto gli occhi e che mira all'estinzione della razza umana mediante frocizzazione di tutti i nostri figli!
Boicottiamo la Disney, o quanto meno: torniamo a rivalutare quei cartoni che non mettono in discussione la nostra buona tradizione millenaria, che vuole le donne sottomesse e serve (Biancaneve, Cenerentola), passive e travolte dalla volontà altrui (La Bella Addormentata) e inesorabilmente attratte verso un uomo che sappia come prendere in mano le redini della situazione (Il principe Filippo che combatte contro il Drago in rappresentanza di tutti)

Concordate?







martedì 8 settembre 2015

AYLAN

La fotografia la abbiamo vista tutti, e non la pubblicherò di nuovo.
Un bimbo riverso sulla spiaggia, una magliettina rossa, un paio di pantaloncini blu.
Le piccole braccia abbandonate lungo i fianchi, il viso pietosamente girato in sfavore di obiettivo.
Aylan.

Tutti ne parlano, tutti si battono il petto per questo bimbo che è solo uno dei tanti (è morto insieme a suo fratello e alla sua mamma, lasciando un padre che per sempre vivrà con il dolore di non essere riuscito a trattenerli quando la barca si è rovesciata) ma che è diventato il simbolo dell'abominio infinito della guerra, come già fu Kim Phuc, la bambina che scappava nuda dal napalm americano sul suo villaggio vietnamita (giusto per ricordare che noi occidentali siamo comunque "i buoni")

Io sono una madre e sebbene sappia nel profondo di me stessa che la guerra è la peggior infamia dell'essere umano, devo ammettere che vederla attraverso i bambini mi colpisce più violentemente.

Perchè vedete, il mio figlio più piccolo ha 8 anni, e quello grande 15.
Loro sono cresciuti in una casa, con delle mura che non sono mai cadute.
Hanno avuto il necessario per nutrirsi e coprirsi, ed anche il superfluo. E addirittura l'inutile.
Ogni mattina brontolando vanno a scuola, studiano (quasi) gratuitamente, imparano a scrivere, leggere, conoscere il mondo. Al pomeriggio fanno sport, giocano con gli amici, vanno a spasso, mangiano la pizza e bevono una coca. I loro problemi che sembrano insormontabili sono facezie, sciocchezze. I miei figli vivono, hanno un presente, hanno un futuro.

E perchè ce l'hanno?
Per pura fortuna. Solo per questo.
Perchè siamo nati dalla parte giusta del metiterraneo.
Senza merito, solo un caso. Un tiro di dadi fortunato del destino.
Noi si, loro no.

Aylan aveva una casa con papà, mamma e fratellino. Come i miei figli.
La differenza è che un giorno, la casa di Aylan è diventata così:


 


Niente giochi, le bombe li hanno distrutti
niente scuola, è crollata
niente pallone da far rimbalzare contro i muri, perchè i muri non ci sono più
niente amici, sono morti
niente mamma, è morta
niente fratello, è morto
niente presente, è stato distrutto dalla guerra
niente futuro, è stato rubato dal mare.

Queste sono persone che perdono tutto, nel terrore e nell'agonia.
Cosa deve essere sentire arrivare le bombe? E non sapere se sarai vivo di li 5 minuti, o se lo saranno i tuoi figli? Chiedetelo a qualche nonno che era giovane nel 1945! Io l'ho fatto.

Ma a questa gente spesso e volentieri non viene concesso nemmeno il lusso di scappare da questo inferno sulla terra.
Perchè con poche eccezioni, i profughi sono un problema, e nessuno li vuole.
Qualcuno, a quanto pare, addirittura in queste ore li scheda, li marchia.

Ma vi rendete conto? Guardate la foto, guardatela bene, e poi ditemi che i profughi sono un problema per noi. Che siamo noi - italiani, francesi, rumeni... - che abbiamo un problema. Ditemelo.

Abbiate il coraggio, dietro le vostre tazze di cappuccino fumante, con in mano la vostra brioche mattutina, mentre accompagnate all'asilo i vostri bambini lindi puliti e pasciuti, di dirmi che avete un problema profughi.

Ditemi di nuovo che vi fanno schifo, che non volete averli vicino perchè hanno i pidocchi.
I pidocchi? Ma che livello di priorità ritenete che possano avere i pidocchi davanti ad un genocidio?


Viviamo nella più bella parte del mondo, siamo fortunati, siamo ricchi e grassi, e abbiamo dimenticato.

Abbiamo dimenticato compassione e pietà
abbiamo dimenticato cosa sia la solidarietà
abbiamo dimenticato tutto, chi siamo.

Abbiamo avuto la sfacciata immeritata immensa fortuna di essere nati per un colpo di culo della sorte in un paese in pace e pensiamo di averene l'inalienabile diritto. Pensiamo di essere migliori di queste persone che arrivano sporche e malate dopo aver attraversato la terra o li mare ed aver visto il loro mondo andare in pezzi.

Pensiamo di avere il diritto di chiuder loro la porta in faccia perchè non turbino il nostro giardinello curato coi fiorellini di carta che alla prima pioggia, sappiatelo, si sfasceranno come le nostre anime egoiste.

Siamo stati così favoriti, ci siamo così cristallizzati nell'effimera perfezione della nostra vita che non siamo capaci di tendere una mano a persone che stanno morendo a migliaia.
No, non è che non siamo capaci... è che proprio non vogliamo restituire un po' di quel favore che la sorte ci ha dimostrato facendoci italiani, inglesi, francesi anzichè curdi, somali, siriani.

Qualcuno magari vedendo il piccolo Aylan morto sulla battigia avrà addirittura gioito al grido di "uno di meno". Ci scommetto. Qualcuno che poi sarà andato in cameretta a baciare suo figlio addormentato nel lettino con le lenzuoline di Saetta Mc Queen o di Frozen senza provare il minimo rimorso.

Anime buone nemmeno per l'inferno.